La Lazio vola sola in vetta a 28 punti: cosa dice la classifica dopo 10 giornate (e cosa no)

Autore: Luca Lepre

Dopo dieci giornate la Lazio di Gattuso è prima da sola a 28 punti e ancora imbattuta. Ma dietro ci sono quattro squadre in quattro punti. Cosa dice questa classifica, e cosa no.

Dopo dieci giornate la Lazio di Gattuso è prima da sola, con 28 punti su 30 e ancora imbattuta.

Dietro, però, non c’è una seconda forza isolata.

C’è un gruppo di quattro squadre racchiuso in quattro punti.

Vale la pena fermarsi un minuto su come si è formata questa classifica, perché l’ultima settimana ha mosso quasi tutto.

 

La settimana che ha spostato la classifica

Si parte da martedì 27 ottobre, al Mapei: la Lazio travolge il Sassuolo 6-2, con i padroni di casa in dieci dal 31′ per l’espulsione di Thorstvedt.

Doppietta di Noslin, gol di Taylor, Isaksen, Romano Floriani Mussolini e Zaccagni.

Curiosità che racconta la serata: la Lazio sbaglia anche due rigori, Zaccagni al 50′ e Frattesi al 61′, entrambi parati da Turati.

Sei gol segnati e due dal dischetto buttati via. I biancocelesti salgono a 25 punti, soli al comando per una notte.

Il giorno dopo l’Inter risponde a Venezia: 2-0, deciso da due autogol dei padroni di casa nel finale.

I nerazzurri agganciano la Lazio a 25.

Lo stesso turno lascia un segno anche sul Milan, battuto 4-2 in casa dal Bologna.

Sabato 31 ottobre, in un giorno solo, cambia la faccia della classifica.

Si comincia alle 18, a Udine: la Roma travolge 5-2 l’Udinese, già 4-0 all’intervallo con Cristante, Mora, Malen e Ndicka, poi Zaniolo e Palma riaprono brevemente prima del punto esclamativo di Ghilardi.

In serata, lo stesso sabato, il derby ribalta i piani dell’Inter.

Il Milan va avanti con Pulisic al 4′ e Rabiot al 10′, Bastoni accorcia al 22′, ma al 43′ arriva il terzo gol rossonero, su punizione di Diego Moreira.

Finisce 3-1: quarta vittoria di fila del Milan nel derby, e prima sconfitta in campionato per l’Inter dopo nove partite senza perdere.

Domenica 1° novembre tocca alla Lazio, che in casa col Cagliari soffre più del previsto.

Va sotto con Nzola al 20′, pareggia con Isaksen al 36′, poi decide Pinamonti all’83’, entrato dalla panchina. Cagliari in dieci per il doppio giallo a Obert.

Lazio a 28 punti, sola in vetta.

 

Chi sta dietro alla Lazio

La classifica, a questo punto, è questa:

  1. Lazio, 28 punti, imbattuta.
  2. Inter, 25, reduce dal ko nel derby.
  3. Roma, 24, in piena corsa dopo il 5-2 di Udine.
  4. Como, 23.
  5. Milan, 21, rilanciato dal derby vinto.

Tre punti separano la prima dalla seconda.

Quattro punti tengono insieme le quattro inseguitrici, sette le prime cinque.

È una classifica compressa, non un testa a testa con un’inseguitrice sola.

Dietro la Lazio ci sono quattro storie diverse.

L’Inter di Chivu ha perso solo il derby, in un campionato dove fino a quel momento aveva vinto quasi sempre.

La Roma di Gasperini arriva da un filotto di risultati utili, l’ultimo pesantissimo.

Il Como, con meno titoli sui giornali delle altre tre, è semplicemente lì da settimane, senza clamore.

Il Milan, dopo il 4-2 incassato in casa dal Bologna, si è rimesso in corsa vincendo il derby.

 

Il punto di metodo

Qui arrivo al punto che mi interessa davvero, più della cronaca delle cinque partite.

Dieci giornate su trentotto sono un quarto di campionato.

Dicono qualcosa, ma non dicono già come andrà a finire.

La Lazio è partita fortissimo, e lo scrivo senza sconti: imbattuta dopo dieci giornate è un dato vero, non un’impressione.

Ma un esempio vale più di un ragionamento.

La Lazio del 2019-20 lottò per lo scudetto fino alla primavera e chiuse quarta a 78 punti, con la Juventus campione a 83 e l’Inter seconda a 82.

Non lo scrivo per sminuire Gattuso.

Lo scrivo perché un campionato italiano, storicamente, si decide più nei mesi di febbraio e marzo che a inizio novembre.

Quello che mi convince di più, guardando questa classifica, non è il primo posto della Lazio.

È quanto sia corto il gruppo dietro.

Inter, Roma, Como e Milan sono lì, pronte a cambiare ordine a ogni turno.

Una classifica così stretta, a un quarto di stagione, racconta un campionato ancora tutto da giocare, non uno già scritto.

Del resto due settimane fa scrivevo di Inter e Lazio appaiate in testa, con la Roma a due punti. Tre turni dopo la vetta ha un padrone solo e la Roma è ancora lì: è questa la velocità con cui si muove.

Per questo, quando leggo titoli che già parlano di scudetto a novembre, applico lo stesso filtro che uso per una singola partita: un dato buono va messo in fila con altri dati, non preso da solo.

 

Perché guardo il calendario prima della classifica

È lo stesso motivo per cui, quando guardo un calendario per lavoro, non mi fermo mai alla classifica di oggi.

Quattro squadre in quattro punti significano che il calendario delle prossime settimane conta più della posizione attuale.

Chi affronta chi, con quale rosa disponibile, in quale momento di forma reale.

La classifica fotografa dieci partite già giocate, non le prossime ventotto.

La Lazio ha fatto un inizio da ricordare.

Resta da vedere se saprà ripeterlo quando il campionato si farà davvero lungo.

 

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Luca Lepre

Luca Lepre

Founder della Community dei Guerrieri

Fondatore di Pronostici dei Guerrieri. Seguo le scommesse sportive da più di vent'anni: per ogni partita confronto statistiche e quote e spiego il perché di ogni scelta, con gli esiti pubblicati ogni mese.

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