Cuesta lascia il Parma, arriva Gilardino: il terzo club in meno di due anni

Il Parma saluta Carlos Cuesta sette giorni dopo la prima vittoria e affida la panchina ad Alberto Gilardino: il suo terzo club in meno di due anni. Cosa dice davvero questa storia, e cosa no.
C’è una cosa che mi ha colpito di questa storia, e non è il cambio in sé.
Il Parma ha salutato il suo allenatore sette giorni dopo una vittoria.
Il 20 settembre i crociati battono il Genoa 2-1 al Tardini: gol di Romero al 38′ e di Almqvist all’80’, con Osmajic a segno per i rossoblù.
Era la prima vittoria in campionato di Carlos Cuesta, il tecnico spagnolo arrivato sulla panchina del Parma in estate.
Sette giorni dopo il rapporto è finito.
Un addio arrivato dopo la vittoria, non dopo la sconfitta
Non è un esonero in senso stretto.
Il club parla di risoluzione consensuale.
Nel comunicato del 27 settembre si legge che «non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale», con un riferimento esplicito allo sviluppo del progetto sportivo.
Un addio a sorpresa, quindi, arrivato dopo un successo e non dopo un ko.
Curioso, se ci pensi: il Genoa battuto quel giorno è la squadra di Daniele De Rossi, un altro allenatore sotto pressione in questo avvio di stagione.
Lì il club ha scelto la strada opposta. Fiducia confermata, nessuna valutazione in corso.
Chi arriva al posto di Cuesta
Il 28 settembre il Parma sceglie Alberto Gilardino.
Accordo trovato in mattinata, tecnico atteso in città già in serata.
Ha firmato fino a giugno, con un’opzione di rinnovo a favore del club per la stagione 2027-28.
Per lui è un ritorno.
Ha giocato nel Parma dal 2002 al 2005, con 96 presenze e 50 gol, prima di diventare campione del mondo con l’Italia nel 2006.
Torna in Emilia da allenatore vent’anni dopo aver lasciato quel campo da calciatore.
Una storia di panchine, non di curriculum
Ecco il punto che mi interessa raccontarti.
Gilardino arriva al Parma da una strada particolare.
- Genoa, novembre 2024. Esonerato il 19, con Patrick Vieira al suo posto il giorno dopo. Erano gli anni in cui aveva portato il Genoa in Serie A e ce l’aveva tenuto.
- Pisa, estate 2025. Nuovo incarico, squadra reduce dalla promozione in Serie A dopo 34 anni, conquistata da Filippo Inzaghi.
- Pisa, 1° febbraio 2026. Esonerato di nuovo, dopo un 3-1 interno con il Sassuolo. Il Pisa era ultimo in classifica. Al suo posto Oscar Hiljemark.
- Parma, settembre 2026. Il terzo club in meno di due anni.
Tre squadre, tre contesti diversi.
Un filo comune: nessuno dei tre incarichi è arrivato alla sua fine naturale.
Non è nemmeno un caso isolato in questo avvio di campionato.
Prima di lui, in questo stesso mese, la Fiorentina aveva già cambiato guida tecnica, e il 16 settembre lo ha fatto anche il Bologna.
Il Parma è il terzo cambio in poche settimane.
Le panchine di Serie A, quest’anno, si stanno rivelando particolarmente instabili.
Cosa mi porto a casa da questa storia
Non sto scrivendo per dire se Gilardino sia un buon allenatore o no.
Le due esperienze precedenti raccontano cose diverse.
A Genova ha vinto una promozione e l’ha consolidata.
A Pisa la squadra ha faticato quasi subito, e la classifica gli ha tolto il tempo per lavorarci.
Il punto è un altro.
Chi segue le squadre di Serie A con metodo dovrebbe guardare anche la stabilità delle panchine, non solo i risultati sul campo.
Una panchina che cambia spesso è un fattore di contesto in più, anche quando cambia ogni volta per un motivo diverso: una salvezza che si complica, un progetto sportivo che si sfila da sotto i piedi, come a Parma.
Il Parma, dal canto suo, arriva a questo cambio con 4 punti in 5 giornate.
È una classifica che non permette di aspettare troppo.
E il tempo per lavorare non è molto: il campionato riparte sabato 10 ottobre, e l’esordio di Gilardino è Inter-Parma a San Siro, alle 18:00.
Dall’annuncio del suo arrivo sono dodici giorni.
Nel frattempo, in area Premium continuiamo a seguire come sempre chi cambia guida tecnica, perché è uno dei tanti fattori che entrano nel metodo.
Cosa non dico
Non faccio previsioni su come giocherà il Parma con Gilardino in panchina.
Non do un giudizio sull’operato di Cuesta, né su quello passato di Gilardino a Pisa: restano fatti, non sentenze.
E non faccio pronostici sulla prossima gara del Parma, quando si tornerà in campo dopo la sosta.
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